“Sensorial running” per tutti

In questo articolo ti pongo delle domande per capire se sei predisposta/o al sensorial running e, in caso affermativo, per farti riflettere sulle reali motivazioni che hai a testarlo.
  • Ti piacerebbe iniziare a correre ma non sai da dove cominciare?
  • Non hai mai provato a correre ma sei curiosa/o di farlo perché vedi che i runner sono stregati dalla corsa come fossero sotto l’effetto di un incantesimo?
  • Hai già provato a correre ma non ti sono piaciute le sensazioni che hai avvertito?
  • Hai già provato a correre ma hai sempre avuto dei fastidi che ti hanno costretta/o a fermarti?
  • Vorresti fare un’attività fisica all’aria aperta ed essere tu a decidere quando farla e per quanto tempo?
  • Sei in sovrappeso e vorresti smaltire qualche chilo?
  • Sei normopeso ma vorresti mettere su un po’ di massa muscolare?

Se hai risposto sì ad almeno una di queste domande, potresti avere le caratteristiche giuste per testare l’approccio al sensorial running e, magari, diventare sensorial runner.

Prima di passare alla pratica, però, sono fondamentali due ulteriori passaggi di consapevolezza:

1) devi guardarti allo specchio ed essere onesta/o con te stessa/o. Devi chiederti, infatti, se sei veramente motivata/o a fare questa prova, quali sono le tue motivazioni e se sono sufficientemente forti dentro di te;

2) devi sgombrare completamente la tua testa e non avere pregiudizi di alcun tipo riguardo alla corsa, altrimenti non vale neanche la pena iniziare.

Fare questi due ulteriori passaggi di consapevolezza è importante perché per cominciare il test di approccio al sensorial running e continuare a seguirlo fino in fondo bisogna investirci del tempo, essere costante e metterci impegno, sia dal punto di vista fisico che da quello mentale.

Considera che il premio in palio alla fine di questo test non è di poco conto.

E lo posso ben dire per averlo vissuto sulla mia pelle!

Innanzitutto, impari a:

dedicare del tempo a te stessa/o, cosa non banale nella frenesia della vita di oggi;

– gestire al meglio questo impegno incastrandolo, a tuo piacimento, con tutte le altre cose da fare;

scoprire la bellezza di fare moto all’aria aperta;

correre di resistenza gestendo bene la respirazione ed abituando gradualmente la muscolatura e la testa a questo tipo di attività;

assaporare, allenamento dopo allenamento, quanto ti senti bene finita la corsa.

Inoltre, con il passare dei mesi il tuo corpo si trasforma, sempre che abbini la corsa ad una sana alimentazione, si tonifica e si modella.

Alla fine, in modo del tutto naturale, sono il tuo stesso fisico e la tua testa a chiederti di continuare ad andare avanti e, magari, di porti anche degli obiettivi ulteriori rispetto ai risultati ottenuti con il test.

Dopo più di 12 anni consecutivi di corsa, fatti salvi i fisiologici stop-and-go di qualche infortunio, non posso che augurare anche a te di arrivare a goderti questo premio!

Ultima considerazione.

La/il sensorial runner può essere anche chi ha corso per anni delle gare competitive, ha esaurito dentro di sé questo tipo di esperienza e non vuole più sottoporre il fisico e la mente allo stress delle preparazioni, a possibili infortuni ed a lenti recuperi. Questo è quello che è successo anche a me dopo la mia prima ed unica maratona e, in particolare, dal 2020 in poi.

Questo tipo di sensorial runner decide di voler comunque continuare a correre per il piacere di farlo e di portare avanti quest’attività fisica più a lungo possibile nel corso della sua vita.

In questo caso, ovviamente, la/il sensorial runner non ha bisogno di fare alcun test di approccio e di vincere alcun premio: deve solo capire le sue motivazioni più profonde, cambiare il suo vecchio mood di corsa e trovare i suoi nuovi equilibri!

Leggi anche …

Se ti senti in qualche modo predisposta/o al “sensorial running”, puoi leggere anche i seguenti articoli in cui parlo più in dettaglio di che cos’è il “sensorial running”, delle differenze tra corsa seriale e corsa sensoriale, di cosa ha rappresentato per me la corsa sin da bambina, del mio primo approccio al “sensorial running”, di come puoi diventare sensorial runner, di come per anni ho partecipato a gare competitive, del mio rapporto corsa-alimentazione, di come mi sono chiamata fuori dal circolo vizioso del running competitivo, di come oggi la corsa sia per me uno stile di vita e di come la corsa abbia inciso sulla mia scelta di vivere trasversale:

Maya

È una runner che si appassiona alla corsa nel 2013 ideando e sperimentando su di sé la pratica del “sensorial running”, lavora e viaggia in tutto il mondo dal 2022 ed è autrice dei blog “Sensorial running” e “Corri con Maya” sul sito Run Like Locals dal 2025.

Run Like Locals è da sempre gratuito e abbiamo deciso di togliere ogni inserzione pubblicitaria per migliorare l’esperienza del lettore. Un tuo aiuto però varrebbe molto: sia per riuscire a sostenere i costi di Run Like Locals, sia come segno di apprezzamento per il nostro lavoro.

SUPPORTA
RUN LIKE LOCALS

Mostra il tuo supporto e aiutaci a rimanere sempre senza pubblicità.
Un solo euro per noi significherebbe molto! Grazie.

Parla con noi

📬

Hai bisogno di contattarci via email?

Per qualsiasi questione puoi scriverci all’indirizzo email info@runlikelocals.com

🤳🏼

Seguici sui social

Stai connesso con Run Like Locals per mezzo dei nostri social Facebook e Instagram, metti like e segui @runlikelocals, per rimanere in contatto con noi.