Sensorial running nel labirinto delle saline dell’Algarve

Il paesaggio delle saline dell'Algarve è sorprendente perché è in continua evoluzione, ora per ora, giorno dopo giorno. Attraversarlo correndo senza una meta precisa, secondo me, è il modo migliore per scoprirlo ed apprezzarlo a pieno.
Sensorial running nel labirinto delle saline dell’Algarve

Una delle corse che mi piace di più è quella in cui mi perdo nel labirinto delle saline dell’Algarve.

Sentieri sterrati battuti accolgono i miei passi in modo morbido e mi impolverano le scarpe.

Ogni vasca ha la sua consistenza, il suo colore, il suo livello.

A volte, l’acqua è cristallina, azzurra e luccica in superficie con il riflesso del sole, a volte è stagnante e melmosa, di colore marrone.

Alcune vasche presentano una sottile crosta di sale rosata in superficie: queste sono le più suggestive per me perché sembrano quadri astratti dipinti dalla sapiente mano di madre natura.

Altre vasche, invece, hanno superfici bianche, abbaglianti e compatte come piste di pattinaggio sul ghiaccio.

Altre ancora presentano formazioni irregolari di cristalli quasi si fossero staccate da un iceberg.

L’evoluzione delle vasche è continua e veloce ed ogni ora del giorno le colora in modo diverso.

Intorno ad esse montagnole di sale accumulate dalle ruspe simili a neve spalata ai bordi delle strade.

Ed ancora steli di cardi secchi ondeggiano al vento e cespugli di vegetazione endemica esprimono le loro sfumature di colore, dal giallo secco dell’estate, al verde chiaro ed al rosso intenso.

Al mio passaggio alcuni uccelli si spaventano e si alzano in volo.

Altri, invece, continuano a fare la loro vita, come nulla fosse.

I loro versi echeggiano nell’aria: gazzette, aironi, fenicotteri, rondini, gabbiani …

L’aria è umida, densa e salmastra, a tratti spezzata dalla fresca brezza oceanica.

Mentre avanzo tutto sembra fisso ed immobile intorno a me.

Invece tutto scorre, vive e fa il suo corso, nonostante la mia presenza invasiva.

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Se il “Sensorial running nel labirinto delle saline dell’Algarve” ha suscitato delle emozioni che ti risuonano in qualche modo, allora puoi leggere anche i seguenti articoli in cui parlo di che cos’è, più in generale, il “sensorial running”, delle differenze tra corsa seriale e corsa sensoriale, di cosa ha rappresentato per me la corsa sin da bambina, del mio primo approccio al “sensorial running”, di come puoi diventare sensorial runner, di come per anni ho partecipato a gare competitive, del mio rapporto corsa-alimentazione, di come mi sono chiamata fuori dal circolo vizioso del running competitivo, di come per me la corsa sia diventata uno stile di vita e di come abbia inciso sulla mia scelta di vivere trasversale:

Ed ancora, scopri le sensazioni che può darti un:

Maya

È una runner che si appassiona alla corsa nel 2013 ideando e sperimentando su di sé la pratica del “sensorial running”, lavora e viaggia in tutto il mondo dal 2022 ed è autrice dei blog “Sensorial running” e “Corri con Maya” sul sito Run Like Locals dal 2025.

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