Una delle corse che mi piace di più è quella in cui mi perdo nel labirinto delle saline dell’Algarve.
Sentieri sterrati battuti accolgono i miei passi in modo morbido e mi impolverano le scarpe.
Ogni vasca ha la sua consistenza, il suo colore, il suo livello.
A volte, l’acqua è cristallina, azzurra e luccica in superficie con il riflesso del sole, a volte è stagnante e melmosa, di colore marrone.
Alcune vasche presentano una sottile crosta di sale rosata in superficie: queste sono le più suggestive per me perché sembrano quadri astratti dipinti dalla sapiente mano di madre natura.

Altre vasche, invece, hanno superfici bianche, abbaglianti e compatte come piste di pattinaggio sul ghiaccio.
Altre ancora presentano formazioni irregolari di cristalli quasi si fossero staccate da un iceberg.
L’evoluzione delle vasche è continua e veloce ed ogni ora del giorno le colora in modo diverso.
Intorno ad esse montagnole di sale accumulate dalle ruspe simili a neve spalata ai bordi delle strade.

Ed ancora steli di cardi secchi ondeggiano al vento e cespugli di vegetazione endemica esprimono le loro sfumature di colore, dal giallo secco dell’estate, al verde chiaro ed al rosso intenso.
Al mio passaggio alcuni uccelli si spaventano e si alzano in volo.
Altri, invece, continuano a fare la loro vita, come nulla fosse.
I loro versi echeggiano nell’aria: gazzette, aironi, fenicotteri, rondini, gabbiani …

L’aria è umida, densa e salmastra, a tratti spezzata dalla fresca brezza oceanica.
Mentre avanzo tutto sembra fisso ed immobile intorno a me.
Invece tutto scorre, vive e fa il suo corso, nonostante la mia presenza invasiva.
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Se il “Sensorial running nel labirinto delle saline dell’Algarve” ha suscitato delle emozioni che ti risuonano in qualche modo, allora puoi leggere anche i seguenti articoli in cui parlo di che cos’è, più in generale, il “sensorial running”, delle differenze tra corsa seriale e corsa sensoriale, di cosa ha rappresentato per me la corsa sin da bambina, del mio primo approccio al “sensorial running”, di come puoi diventare sensorial runner, di come per anni ho partecipato a gare competitive, del mio rapporto corsa-alimentazione, di come mi sono chiamata fuori dal circolo vizioso del running competitivo, di come per me la corsa sia diventata uno stile di vita e di come abbia inciso sulla mia scelta di vivere trasversale:
- Cos’è il “sensorial running”?
- Corsa seriale vs. corsa sensoriale
- La corsa nel sangue
- Il mio primo approccio al “sensorial running”
- “Sensorial running” per tutti
- Precauzione per l’uso del test
- Test di approccio al “sensorial running”
- Tips per sensorial runner principianti
- Dai 10 km alle mezze maratone
- La mia prima ed unica maratona
- Il post-maratona
- Corsa e bulimia
- Corsa e cachessia
- Fuori dal circolo vizioso
- Correre come stile di vita
- Vivi trasversale, corri sensoriale!
Ed ancora, scopri le sensazioni che può darti un:
- Sensorial running estivo
- Running in the rain
- Sensorial running lungo le vie dell’acqua
- Sensorial running nel labirinto delle saline dell’Algarve






