Precauzione per l’uso del test

Nell’approcciare il test al sensorial running ti consiglio di non cadere nello stesso errore che ho commesso io, a suo tempo, perché il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto da subito. Ti racconto, dunque, cosa ho fatto.

Consapevole che:

a) il test mi serve per capire se ho ancora feeling con la corsa, se sono adatta alla corsa di resistenza e se cedo anche io al suo fascino come mio fratello ed il mio compagno;

b) i risultati del test non sono scontati per niente;

decido di non fare alcun acquisto di attrezzatura tecnica.

Comincio, dunque, sfoggiando i miei indumenti da sport più vecchi (peraltro, tutti in cotone!), di cui non mi importa nulla.

Fin qui, poco male!

Il problema è che utilizzo anche delle normali scarpe da ginnastica che mi ritrovo in casa.

Considerato che questo test è andato avanti per alcuni mesi, sono stata fortunata a non aver avuto risentimenti di nessun genere per via delle scarpe.

In effetti, solo con il tempo e l’esperienza ho capito che la cosa fondamentale per correre è un buon paio di scarpe da running, il cui costo non è di poco conto, ma che va necessariamente affrontato per non andare incontro a serie problematiche di piedi, ginocchia, schiena, ecc..

Altra cosa importante che ho imparato negli anni: le scarpe vanno testate prima dell’acquisto facendo una prova di corsa sul tapis roulant in negozi specializzati e capendo se fanno al caso tuo per il modo in cui corri, per la postura che hai, per il tuo peso, il tipo di appoggio, le caratteristiche della pianta del piede, ecc.. Inoltre, se e quando ti capiterà di acquistarle, dovrai farti dire sempre i chilometri che il tipo di scarpa che hai scelto è in grado di sopportare e prenderne nota ogni volta che finisci una corsa. Ogni marca ed ogni modello, infatti, sono diversi e variano i tempi di decadimento dei relativi materiali.

Cosa fare, dunque, con le scarpe quando segui il test di approccio al sensorial running?

Se non hai intenzione di comprare da subito un paio di scarpe da running anche poco sofisticato, guarda bene quelle che hai in casa.

Per affrontare il test di approccio al sensorial running non devono assolutamente essere basse e piatte, ma molto ammortizzanti e piuttosto nuove: mettile sul pavimento, vedi se sono storte e controlla se la suola è consumata soprattutto in alcuni punti. In caso affermativo, non vanno bene!

Un’altra prova consiste nel farti fare un video mentre cammini o corri con le scarpe che hai scelto per seguire il test. Se il tuo appoggio è corretto e bilanciato, puoi utilizzare quelle scarpe. Se, invece, vedi che i piedi tendono ad andare verso l’interno (cosiddetta pronazione) oppure verso l’esterno (cosiddetta supinazione), è necessario comprare un paio di scarpe da running nuovo per evitarti eventuali infortuni.

Anche per quanto riguarda il resto dell’abbigliamento tecnico da running mi sono dovuta ricredere nel tempo: inizialmente non mi è sembrato determinante. Successivamente ho scoperto che è anch’esso fondamentale nella corsa per ripararsi, a seconda della tipologia di materiale, dal vento, dalla pioggia, dal freddo, per avere un’asciugatura rapida del sudore, ecc.. 

Questo significa che, se e quando ti sarà scattato il meccanismo mentale della corsa, quello dell’abbigliamento tecnico sarà un altro acquisto da fare per un tuo maggiore comfort.

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Se la precauzione per l’uso del test del “sensorial running” fa al caso tuo, puoi leggere anche i seguenti articoli in cui parlo più in dettaglio di che cos’è il “sensorial running”, delle differenze tra corsa seriale e corsa sensoriale, di cosa ha rappresentato per me la corsa sin da bambina, del mio primo approccio al “sensorial running”, di come puoi diventare sensorial runner, di come per anni ho partecipato a gare competitive, del mio rapporto corsa-alimentazione, di come mi sono chiamata fuori dal circolo vizioso del running competitivo, di come oggi la corsa sia per me uno stile di vita e di come la corsa abbia inciso sulla mia scelta di vivere trasversale:

Maya

È una runner che si appassiona alla corsa nel 2013 ideando e sperimentando su di sé la pratica del “sensorial running”, lavora e viaggia in tutto il mondo dal 2022 ed è autrice dei blog “Sensorial running” e “Corri con Maya” sul sito Run Like Locals dal 2025.

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