Roma: la grande bellezza lungo il Tevere 🇮🇹

Correre a Roma lungo la sponda del Tevere è un’esperienza da non perdere perché consente di apprezzare la sua bellezza da una prospettiva del tutto inusuale.
Roma: la grande bellezza lungo il Tevere

Mattinata di pioggia.

Guardo le previsioni e sembra che continui così per tutto il giorno.

Mi rassegno a rinunciare al mio allenamento di oggi, apro il pc e mi metto al lavoro.

Verso l’ora di pranzo il cielo si apre un po’: mi preparo velocemente ed inizio a correre all’altezza della Chiesa di Santa Passera, lungo la pista ciclabile in direzione centro.

Il primo tratto è parallelo a Via della Magliana, poi arrivo a Ponte Marconi da dove intravedo la Basilica di San Paolo Fuori le Mura e, all’altezza di Via Fermi, scendo verso il Tevere.

Vado incontro ad un fronte nuvoloso e rischio di prendere la pioggia.

Il fondo è molto buono, asfaltato ed asciutto, nonostante l’acqua di stamane.

Ai lati della pista, foglie di ippocastano secche fanno da contorno.

I colori dell’autunno ci sono tutti sulle chiome degli alberi: dal giallo, all’arancione, fino al rosso intenso che sembra quasi finto.

Nell’aria si sente l’odore della terra umida, dell’erba e del fiume.

Incontro dei volontari di Legambiente che, nonostante la pioggia, si sono dati appuntamento per raccogliere rifiuti e differenziarli.

Li ringrazio a mani giunte per il lavoro encomiabile che fanno.

A parte loro, vuoi per l’ora di pranzo, vuoi per la pioggia, non incrocio quasi nessuno.

Ogni tanto dei corvi mi tagliano la pista.

Sul fiume volano i gabbiani e tre cormorani stazionano su un tronco d’albero rovesciato nell’acqua: questa è l’avifauna tiberina.

Passo sotto il Ponte pedonale della Scienza che porta al Gazometro, sotto il Ponte Testaccio che collega l’omonimo quartiere con quello di Porta Portese e sotto il Ponte Sublicio superato il quale, sulla destra, vedo il Palazzo dell’Ambasciata dell’Ordine di Malta con le sue bandiere al vento e la Basilica di Santa Sabina all’Aventino.

Da questo punto in poi comincia ad intensificarsi il rumore del traffico.

Allo stesso tempo, uno scampanìo lontano preannuncia una celebrazione in una delle tante chiese dell’Aventino.

Al quinto chilometro circa si apre lo scenario dell’Isola Tiberina, che nasconde dietro di sé la cupola a base quadrata della Sinagoga.

Qui, per un breve tratto, l’asfalto lascia il passo ai sampietrini. Nel riprendere, però, presenta una certa contropendenza che può essere fastidiosa per chi è delicato di schiena come me.

Supero il sempre trafficato Ponte Garibaldi e mi compare davanti agli occhi la cupola di San Pietro.

Piccoli battelli con turisti a bordo navigano le acque del fiume.

Proseguo nella parte più panoramica del percorso e vedo lo storico edificio dell’Ospedale Santo Spirito, Castel Sant’Angelo e l’omonimo Ponte Sant’Angelo.

All’altezza del Ponte Umberto I, faccio il giro di boa e mi preparo a filmare con gli occhi il panorama, a mio avviso, più bello che si possa godere lungo il Tevere: la Basilica di San Pietro con il Gianicolo dietro.

Sempre in questo tratto della ciclabile, le arcate dei vari ponti si susseguono e si incrociano in un sapiente gioco architettonico.

Con questo spettacolo negli occhi, affronto i chilometri che mi rimangono per il rientro: Roma, quando vuole, riesce sempre a stupirmi e ad ammaliarmi!

Ulteriori informazioni

Il mio percorso di oggi è di 15 km circa (dalla Chiesa di Santa Passera a Ponte Sant’Angelo e ritorno) e può essere fatto sia a piedi che in bicicletta.

Altri percorsi di running a Roma sono indicati nella nostra paginaDove correre a Roma?“.

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Maya

È una runner che si appassiona alla corsa nel 2013 ideando e sperimentando su di sé la pratica del “sensorial running”, lavora e viaggia in tutto il mondo dal 2022 ed è autrice dei blog “Sensorial running” e “Corri con Maya” sul sito Run Like Locals dal 2025.

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