Quanto è sottile il confine tra allenarsi per stare bene e stare bene per allenarsi?
Il racconto di Maya accenna già alla differenza che c’è tra una semplice perdita di peso e la cachessia.
Quest’ultima è una sindrome complessa, generalmente associata anche ad altre condizioni patologiche.
Ma come ci si arriva a questa condizione?
Nel mondo del running capita spesso che si introduca con l’alimentazione meno energia di quella necessaria a coprire sia le richieste dell’allenamento sia quelle del corretto funzionamento del nostro organismo.
Si parla di Low Energy Availability o Bassa Disponibilità Energetica.

È una dinamica che può iniziare in modo quasi impercettibile.
Si mangia un po’ di meno, si corre un po’ di più, il peso scende e magari la sensazione iniziale è persino positiva.
Ma ecco il controsenso.
Se l’energia non è sufficiente per un periodo prolungato, il nostro corpo può presentarci il conto: stanchezza, recupero più lento, alterazioni ormonali, irregolarità o assenza del ciclo mestruale, maggiore rischio di infortuni e conseguenze sulla salute ossea e sulla performance.
E non è necessario essere sottopeso perché questo accada.
Tra l’altro spesso la causa non nasce neanche dal desiderio di dimagrire.
Ma dalla voglia di essere un runner migliore.
“Se peso meno, correrò più veloce.” È un pensiero che può attraversare la mente di chi corre a qualsiasi livello, a maggior ragione quando, come Maya, ci si dedica alle lunghe distanze.

Ma per permetterci di correre, e di farlo bene, il nostro corpo ha bisogno di energia non solo per la prestazione, ma anche per mantenere la muscolatura e tutte quelle funzioni che ci permettono di stare in salute.
La cultura della dieta occidentale, a maggior ragione nello sport, ha normalizzato dei meccanismi che non sono affatto normali.
Rendersi conto che il cibo diventa qualcosa da meritare e l’allenamento qualcosa di obbligatorio, è un campanello d’allarme che deve portarci a chiederci: “Sto nutrendo il mio corpo per quello che gli chiedo, oppure sto cercando di spingerlo oltre senza assicurargli energia a sufficienza?”
Pensiamo che mangiare abbastanza possa compromettere la performance?

La realtà è totalmente diversa.
Mangiare in modo adeguato vuol dire dare al nostro corpo il carburante necessario per allenarsi, recuperare, adattarsi e continuare a correre.
Il vero obiettivo non è riuscire a correre consumando(ci) sempre di più.
Ma costruire un corpo talmente ben nutrito da permetterci di allenarci il più a lungo possibile.






