Entro nella villa da Via Vitellia e passo sotto un tunnel verde di alberi.
Supero la Piazzetta del Bel Respiro, dove ci sono bagni e docce messi a disposizione dal Comune, e comincio a correre in Viale Nenni, che costeggia Via Leone XIII, prima, e Via Aurelia Antica, dopo.
Inutile a dirsi, il volume del traffico diminuisce o aumenta a seconda della vicinanza alla strada.
In compenso, lo scenario della pineta mi delizia la vista e l’odore di resina l’olfatto.

Il terreno è sterrato, piuttosto buono anche se in alcuni punti devo fare attenzione a mettere i piedi perché le radici degli alberi e/o i sassi rendono instabile l’appoggio.
Due Carabinieri a cavallo pattugliano il parco.
Arrivo ai Campi da Polo e, alla fine del Viale Monumento ai Caduti Francesi, mi ritempro con uno scorcio della Cupola di San Pietro che si intravede tra gli alberi.

Subito dopo, il Casino Algardi con il curatissimo Giardino del Segreto.
Scendo le scalette che costeggiano il giardino e, superata la Fontana di Venere in restauro, svolto verso sinistra in Viale del Maglio.
Lungo le mura di cinta che dividono la villa da Via Aurelia Antica scorgo l’Arco di Paolo V.

Proseguo in Viale Rozat alla volta dell’Arco dei Quattro Venti, anch’esso in fase di restauro.
A questo punto torno indietro cambiando strada, però.
All’altezza del Casino Algardi vado dritta verso la Cappella dei Pamphilj.

Davanti alla cappella si trova il Giardino del Teatro, un tempo utilizzato per spettacoli musicali all’aperto ed oggi rigogliosissimo a livello di vegetazione: ci sono aranci, palme, cycas e cedri.
Seguo il Viale del Casino Algardi che va, dapprima, verso destra, poi piega a sinistra e, alla fine, diventa Viale VIII Marzo.
Dopo una discesa impegnativa per via del terreno dissestato arrivo al Lago del Belvedere, al centro del quale un airone cenerino è in posa plastica per essere fotografato.
Alcuni cigni riposano sulle rive del lago, mentre le tartarughe entrano ed escono dall’acqua.

Percorro tutto il Viale VIII Marzo, mi reimmetto in Viale Nenni e, superata la Piazzetta del Bel Respiro, attraverso il ponte pedonale che passa sopra Via Leone XIII e mi porta a Villa Doria Pamphilj ovest.
Questa parte a me piace particolarmente: è più raccolta, curata e colorata per la presenza di molte piante da fiore e frutto che in primavera danno il meglio di sé.

Scendo verso i Viali Kuliscioff, Costa, Ginzburg e mi si apre davanti un bel prato ricoperto di fiori gialli.
Proseguo in direzione del Laghetto Victoria e lo costeggio percorrendo i Viali Callas, Schumann ed Allason.

Si susseguono magnolie, ippocastani, limoni, oltre ad oleandri, salici, aceri …
Il verde dei prati è brillante come fosse primavera e contrasta con il rosso ed il giallo delle chiome di alcuni alberi.
Concludo la mia corsa all’uscita di Via della Nocetta, contenta di aver visto entrambe le parti della villa e di aver fatto un buon allenamento con continui cambi di pendenza.
Ulteriori informazioni
Il mio percorso di oggi è di 10 km circa ed è solo uno dei tanti che si possono fare tra le due parti della villa, anche a piedi o in bicicletta.
Correre a Villa Doria Pamphilj con o dopo la pioggia non è molto indicato perché il terreno potrebbe essere fangoso.
Per saperne di più sulla storia di Villa Doria Pamphilj ed avere maggiori informazioni sui relativi percorsi visita il sito ufficiale.
Se vuoi conoscere altri percorsi di running a Roma, leggi la nostra pagina “Dove correre a Roma?“.
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