Tikal: sensorial running tra le rovine maya 🇬🇹

Tikal è il sito archeologico maya più importante del Guatemala, riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1979: la commistione tra foresta tropicale, animali e rovine è talmente suggestiva da prestarsi ad un'esperienza di corsa davvero esaltante per i sensi.
Tikal: sensorial running tra le rovine maya

Prendo il taxi collettivo da El Remate, in 50′ arrivo a Tikal e pago il biglietto di ingresso al sito archeologico per la seconda volta: la visita di ieri mi ha affascinato a tal punto da ispirarmi per la corsa di oggi.

Sono le 7,30: le bancarelle dei venditori ambulanti prima dell’ingresso sono ancora chiuse.

C’è solo il movimento di turisti assonnati che hanno assistito al sorgere dell’alba nel sito.

All’entrata mi accolgono dei tacchini ocellati: mai visti finora in vita mia, coloratissimi ed alla ricerca di qualcosa da beccare.

Passo il controllo del biglietto, attivo l’orologio e parto.

Nel tratto iniziale il terreno è un po’ sconnesso, presenta sassolini ed è in leggera salita.

La vegetazione è fitta, avvolgente e non fa filtrare molta luce: grazie a questo la temperatura si mantiene fresca e non è neanche troppo umida, per fortuna.

I bellissimi alberi di ceiba con le loro singolari chiome e le ampie radici catturano la mia attenzione.

La sensazione che provo da subito è immersiva: sono in piena sintonia con la natura.

Il silenzio intorno a me è rotto solo dal verso degli uccelli, dalle scimmie urlatrici e dal fruscìo degli alberi al vento.

I miei polmoni fanno il pieno di aria pulita!

Dopo il primo tratto, mi ritrovo ad un trivio che espone la seguente mappa:

Continuo dritta e, poco dopo, prendo il sentiero a destra verso la Plaza de Este (4).

Qui il fondo migliora: diventa uno sterrato più compatto senza sassolini ed ho una buona presa con i piedi.

I primi edifici spuntano dalla vegetazione.

Due esemplari di coati, in piedi su due zampe, lottano tra loro e fanno un verso simile allo squittìo degli scoiattoli, altri brucano e non si curano del mio passaggio.

Alcuni custodi tagliano l’erba con il machete.

Vado in direzione della Gran Plaza (1 – vedi prima foto sopra): il prezzo per la visita di ieri e la mia corsa di oggi è ampiamente ripagato già solo dalla sua vista!

Le due piramidi che si fronteggiano, il Tempio del Gran Giaguaro (6) ed il Tempio delle Maschere (7), sono illuminate dal sole solo in parte e cominciano ad essere scalate dai visitatori.

Per filmare il tutto con gli occhi faccio un giro del perimetro della piazza: essendo soleggiata, la temperatura si alza immediatamente.

Attiro gli sguardi dei presenti che si alternano tra stupore, curiosità e compiacimento per la scelta di questa esperienza di running assolutamente inusuale qui.

Proseguo verso il Tempio III e IV (8, 9): salendo su quest’ultimo si gode di una vista aerea unica sulla fitta vegetazione, da cui svettano alcuni edifici.

Torno indietro verso la Gran Plaza.

Da qui mi dirigo al Tempio V (10), proseguo per la Plaza de los Sietes Templos (3) ed il Tempio VI (11) percorrendo la Calzada Méndez (20).

Sono costretta a rallentare il passo perché il terreno diventa più difficile da gestire: grosse radici affiorano dalla terra e devo fare molta attenzione a dove mettere i piedi.

In questo punto c’è un gran movimento di scimmie ragno che si lanciano da una chioma all’altra degli alberi: evidentemente, il mio passaggio le sta incuriosendo!

Ripasso davanti al cartello che espone la mappa del sito per andare in direzione del Complesso Q ed R (15, 16) e rivedere il bel tempio con le steli antistanti.

Infine, percorro tutta la Calzada Maler (21), ritorno al punto di controllo dei biglietti e concludo sull’asfalto della strada: sono un po’ stanca ed ho bisogno di un appoggio stabile per non rischiare di farmi male.

Al decimo chilometro disattivo l’orologio, mi guardo intorno e sorrido: esperienza di sensorial running più unica che rara oggi!

Ulteriori informazioni

Se vuoi provare anche tu questa corsa è preferibile che la faccia di mattina presto per evitare caldo ed umidità eccessivi: il sito apre alle ore 6.00. Per ulteriori informazioni sul Parco Nazionale di Tikal, clicca qui.

Ricordati di prendere i soldi per pagare il biglietto di ingresso (150 Quetzal), eventualmente per il taxi ed un documento d’identità che deve essere registrato al momento del pagamento.

Ti consiglio di portare un cambio di indumenti da lasciare al controllore dei biglietti d’ingresso, a meno che alloggi nell’hotel all’interno del sito.

Sia prima che dopo l’entrata puoi trovare bagni e chioschi per bibite e snack.

Se vuoi sapere quali sono altre attività da fare a Tikal, clicca sul seguente widget:

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Maya

È una runner che si appassiona alla corsa nel 2013 ideando e sperimentando su di sé la pratica del “sensorial running”, lavora e viaggia in tutto il mondo dal 2022 ed è autrice dei blog “Sensorial running” e “Corri con Maya” sul sito Run Like Locals dal 2025.

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