Stamane sono in ottima compagnia: davanti alle mie ruote c’è ancora la luna piena in cielo ed alle mie spalle sta sorgendo il sole.
Lo zaino è abbastanza pesante per le scorte di acqua e cibo: il percorso di oggi è impegnativo, 36 km circa tra andata e ritorno dall’area parking.
Parto con il solito spirito, quello di godermi una bella giornata all’aria aperta apprezzando qualsiasi spettacolo che la natura voglia offrirmi.
Comincio a pedalare per Rua de Vale Caranguejo, supero la prima rotonda del Tavira Plaza andando dritta e la seconda rotonda della Stazione di benzina BP andando a sinistra.
Mi ritrovo a fare la salita del Ponte delle Scoperte sul Gilão, scatto una foto veloce in direzione delle saline, supero il Mercado Municipal sulla sinistra e mi immetto in due rotonde consecutive andando sempre dritta.

Il percorso è facile da seguire perché sull’asfalto c’è la striscia blu della pista ciclabile.
Svolto a sinistra seguendo le indicazioni della ciclabile e, all’altezza della Scuola elementare D. Manuel I, giro a destra: qui c’è il cartello della Rota da Costa Atlântica e dell’Ecovia Litoral do Algarve.
Prendo il Caminho da Cafurna, alla fine del quale svolto a sinistra. Questo è l’unico punto cui prestare attenzione perché manca una segnaletica chiara, sia all’andata che al ritorno.


Da qui in poi la ciclabile è quasi tutta sterrata, più o meno sassosa a seconda dei punti e di varia pendenza.
Sul lato sinistro, la vista dell’oceano in lontananza è una costante.

Davanti agli occhi scorrono vigneti, alberi di melograno con frutti arancioni o rossi e coltivazioni di avocado.
E ancora olivi, fichi, fichi d’India, limoni, carrubi, meli cotogni, corbezzoli: la natura è molto generosa da queste parti!
Qua e là macchie di colore di bouganville e di altri fiori selvatici.


Si susseguono piccole fattorie, case di campagna ad un solo piano e case-vacanza.
Al decimo chilometro circa arrivo al Parque Natural da Ria Formosa: c’è la bassa marea, i granchi scorazzano ovunque e le piccole imbarcazioni sono arenate.

I pescatori con gli stivali di gomma sono immersi nel fango fino al ginocchio e raccolgono vongole con delle piccole zappe.
Rondini e gabbiani volteggiano nell’aria.
Immortalo il paesaggio con una foto: a destra la Torre de Aires.

Altro habitat naturale degno di nota di questo tragitto sono le saline di Fuzeta, poco prima del paese: alcune sono già pronte per la raccolta del sale e, al mio passaggio, dei macchinari sono all’opera. Altre sono ancora piene d’acqua ed accolgono varie specie di uccelli.


Finite le saline, comincia la strada asfaltata che porta al paese di Fuzeta, facente parte del Comune di Olhão: avvicinandomi al centro sento l’odore di pesce grigliato dei piccoli chioschi locali, accompagnato dal fumo che si leva nell’aria.

Lascio la bicicletta alle rastrelliere davanti alla spiaggia, stendo il telo sulla sabbia color ambra e mi ritempro con un bagno nelle acque fredde dell’ oceano.

Rientro con molta calma all’area parking dopo aver mangiato il pranzo al sacco ed essermi riposata. Mi accompagna la luce calda del tardo pomeriggio che cambia completamente il paesaggio.
Una volta arrivata, ripongo la bicicletta e lo zaino e mi godo un bellissimo tramonto.

Ulteriori informazioni
Sia se corri, sia se vai in bicicletta, considera che questo percorso è abbastanza impegnativo per la lunghezza, la tipologia di terreno ed il cambio di pendenze che presenta: bisogna, dunque, avere un buon livello di allenamento e valutare le ore migliori della giornata per affrontarlo.
Sull’Ecovia Litoral do Algarve fai attenzione al passaggio di macchine o di altri veicoli: non sono frequenti ma mettili in conto, soprattutto nei pochi tratti in cui la pista ciclabile coincide con la strada nazionale.
La spiaggia di Fuzeta è sia spiaggia libera, sia spiaggia attrezzata con ombrelloni, sdraio, bagni e bar. Di fronte c’è l’Ilha da Armona che offre altre belle spiagge, raggiungibili con piccole imbarcazioni private o battelli.
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