Giornata di spostamento oggi ma non voglio perdere l’opportunità di correre in questa città.
Sveglia presto, dunque!
Fuori la temperatura è fresca: i 1.500 metri slm si sentono sia la mattina che la sera.
Faccio partire l’orologio ma stenta a prendere il segnale del satellite.
Nel mentre, allungo un po’ i muscoli dei polpacci e dei quadricipiti ancora indolenziti dalla due giorni di trekking sul vulcano Acatenango.
L’orologio continua a tentennare, interrompo la ricerca del satellite e comincio a correre: running ancora più sensorial stamane senza il chilometraggio del percorso.
Parto da sotto il Cerro de la Cruz e vado in direzione del vulcano Agua, che si manifesta in tutta la sua imponenza (3.760 metri di altezza) davanti ai miei occhi.

La pavimentazione delle strade è acciottolata: corro solo sugli stretti marciapiedi di cemento che mi consentono un appoggio stabile.
Devo comunque fare molta attenzione a dove mettere i piedi agli incroci per non farmi male.
All’inizio preferisco i tratti soleggiati per farmi scaldare dal tepore del sole.

La città è in pieno fermento: le mamme accompagnano i bambini a scuola, gruppi di turisti attendono i pullman per andare al vulcano ed alcuni locali fanno colazione alle bancarelle nelle piazze.
Per strada molti edifici pubblici e case private sono addobbati con drappi viola: oggi inizia la Quaresima!
Per lo stesso motivo, da ieri nelle chiese sono esposte statue a grandezza umana rappresentanti la passione di Cristo, come fossero dei presepi natalizi.
Il traffico di macchine, motorini e chicken bus è abbastanza sostenuto e, purtroppo, penalizza sia il lato acustico che quello olfattivo di questa corsa.
In compenso, mi riempio gli occhi di belle immagini che, spero, rimangano ancora più impresse nella mia memoria.
Ripasso, infatti, davanti a tutti i siti iconici della città che ho visitato nei giorni scorsi:

– la Chiesa de la Merced con la sua facciata gialla, merlettata di stucchi bianchi;
– il fotogenico Arco di S. Catalina con il vulcano Agua sullo sfondo;
– il Parco Centrale su cui si affacciano la Cattedrale (vedi prima foto) ed il Palazzo dei Capitani, sede dell’interessante Museo Nazionale di Arte del Guatemala;


– il Tanque, ex lavatoio pubblico in stile coloniale, e l’antistante Parque Union;
– l’imponente Santuario di S. Francesco il Grande con l’annessa Cappella antica dell’Immacolata Concezione;
– il Mercato Centrale con odori, colori e cantilene dei venditori che offrono i loro prodotti;

– l’imperdibile Hotel Museo Casa di S. Domingo, allestito dentro l’omonimo convento;
– le facciate di molte chiese minori, piuttosto decadenti ma dall’architettura barocca raffinata;
– le case colorate a pian terreno con grandi portoni in legno che danno accesso a chiostri in stile coloniale.


Tutto questo ha come scenografia, oltre al vulcano Agua, i due vulcani “gemelli” Acatenango e Fuego.
Quest’ultimo è uno dei più attivi in Centro America, erutta in continuazione e, di notte, è uno spettacolo di esplosioni di cenere, lapilli e colate laviche.
Finisco la corsa con le gambe decisamente più sciolte dell’inizio ma la respirazione risente un po’ dell’altitudine.
Antigua soddisfa a pieno le aspettative di ogni sensorial runner che voglia cimentarsi in una corsa alla scoperta della città.

Ulteriori informazioni
Antigua è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979.
Considerato che il centro di Antigua è a pianta quadrata, con strade a griglia, non puoi perderti: corri sensoriale, dunque, svoltando quando intravedi la cupola di una chiesa, la facciata di un convento o un giardino. La tua posizione te la ridanno i tre vulcani ed il Cerro de la Cruz.
La mia corsa di oggi è durata un’oretta ed avrò percorso all’incirca una decina di chilometri nel passare davanti a tutte le highlight della città.
Il periodo della Quaresima e, in particolare, la Settimana Santa sono molto sentiti e vissuti ad Antigua. Se ti interessa approfondirli, leggi qui.
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